La via delle energie rinnovabili non è incompatibile con Lünen

È necessario un periodo di transizione per raggiungere il traguardo di rifornirci completamente da energia rinnovabile senza stravolgere il nostro mercato elettrico, subendo di riflesso un repentino aumento del prezzo dell’energia. Per una volta il controprogetto non promette favole, ma permette di spostare un po’ più avanti l’uscita dal carbone, per avviare da subito, da oggi quindi, la via del rinnovabile.
Occorre però essere onesti con i cittadini ticinesi che si recheranno alle urne. Oggi noi, dal punto di vista energetico complessivo (oltre all’energia elettrica), dipendiamo per l’80% dal petrolio. Questo è il dato cruciale da tenere a mente quando si parla di ridurre le emissioni di CO2. Se davvero desideriamo migliorare le condizioni dell’ambiente, allora dobbiamo ridurre la dipendenza dal petrolio, e sostituirla, dove è sensato, con l’energia elettrica (riscaldamenti, automobili, ecc.). Ciò però, comporterà, malgrado le necessarie, anzi indispensabili, misure di risparmio energetico che dovremo intraprendere, un aumento dei consumi di energia elettrica per i prossimi anni. È in questo campo che non possiamo raccontare storielle! Chi sostiene che con il nuovo rinnovabile (fotovoltaico, eolico, biomassa, ecc.) potremmo già oggi sostituire un quantitativo di energia come quello che proverrà dalla centrale di Lünen ci sta ingannando. Si pensi solo che per costruire l’impianto fotovoltaico di Iragna, alle cave Maurino, occorrono 10 mio di franchi. E che lo stesso impianto produrrà 1.5 GWh/anno di energia. Lünen ne produrrà 900 GWh/anno, ossia 600 volte di più. Moltiplicando 10 mio per 600 volte otteniamo cosa dovremmo investire in fotovoltaico per sostituire Lünen: ossia 6 miliardi di franchi. Queste cifre devono farci riflettere. Attualmente per ottenere il quantitativo di energia proveniente da Lünen occorrerebbe investire 1.1 miliardi di franchi nel mini-idroelettrico, corrispondenti a una settantina di impianti delle dimensioni di Ponte Brolla, oppure 1.5 miliardi di franchi nell’eolico, e circa 150 pale da 3 MW di potenza (dell’altezza di 100 metri). Trattandosi in tutti questi casi di energia prodotta in modo non regolare, a ciò andrebbero ancora aggiunte altre ingenti somme per la costruzione di impianti di stoccaggio dell’energia tramite centrali a pompaggio, in modo da poter pompare l’acqua a monte quando vi è il sole o soffia il vento, e poter turbinare l’acqua così accumulata nei momenti di ammanco.
L’iniziativa dei Verdi non può quindi contare su alternative valide, e per questo è un atto irresponsabile verso il nostro cantone. Il controprogetto, al contrario, permette di intraprendere con realismo ma con decisione, la via del rinnovabile, avendo il pregio di essere ben più pragmatico ed efficace.

Cosimo Lupi, Gordola

19.05.2011, pubblicato su ticinolibero.ch e ch-ti.ch

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