Gripen: molto più di un acquisto

Un luogo comune diffuso sulla votazione del prossimo 18 maggio 2014 è che non bisogna buttare via un sacco di soldi per 22 aerei da combattimento ma potremmo utilizzare molto meglio questi soldi per il sociale e la cultura.

Innanzitutto mettiamo in chiaro una cosa, questo sacco di soldi contiene 3.126 miliardi di franchi che però – udite udite – fanno già parte del budget dell’esercito e da tale budget verranno prelevati annualmente per i Gripen circa 300 milioni sull’arco di 10 anni. Di fatto, non si tratta di votare sull’impiego di questi soldi, ma si tratta di votare sulla base legale che permette di costituire il fondo (la provenienza dei soldi è stata poc’anzi spiegata) da impiegare poi per l’acquisto del Gripen.

Secondariamente è opportuno rimarcare che non si parla solo di comprare 22 aerei e basta, si tratta di un processo di rinnovamento delle Forze aeree svizzere adattando la loro capacità di proteggere lo spazio aereo svizzero ai nostri tempi, sia a livello tecnologico che a livello difensivo. Concretamente, affidandosi ad un partner solido e affidabile come la Svezia, oltre ad acquisire degli aerei da combattimento moderni da un Paese europeo democratico e stabile, si garantisce all’economia svizzera una serie di commesse provenienti proprio dalla Svezia: sono i cosiddetti affari di compensazione.

Sempre in relazione all’investimento, è anche opportuno ricordare come il Gripen sia più economico di altri modelli e il rapporto prezzo-prestazione è eccellente. Consideriamo le proporzioni: sulla base di un ciclo di vita di 30 anni, il Gripen costa circa 100 milioni di franchi l’anno. Rispetto al budget della Confederazione per il 2015, ciò rappresenta l’1,5 per mille delle spese. Su 100 franchi di spese dello Stato, pagheremo quindi 15 centesimi per il Gripen. Ogni anno si aggiungeranno poi costi d’esercizio e di manutenzione di analoga entità, quindi altri 15 centesimi circa. Una manciata di centesimi per garantire una parte della sicurezza nazionale appare dunque un investimento assai oculato.

Concludo con una riflessione. Chi vorrebbe ardentemente evitare questo spreco per mettere più risorse finanziarie nel sociale dovrebbe ricordarsi che uno Stato può garantire una struttura sociale e assistenziale solamente se è uno stato stabile con una politica di sicurezza forte e tutti i mezzi a disposizione per garantirla.

Quindi: sì al Gripen il prossimo 18 maggio, ne va del futuro prospero di questo Paese!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...