Esplosione dei casi di assistenza e permessi B: anche nei Comuni bisogna agire

Lo scorso mese di gennaio ho presentato un’interrogazione al Municipio di Gordola con l’obiettivo di chiedere lumi in buona sostanza sull’evoluzione dei casi in assistenza (numero e costo) e per sapere quanti dimoranti (cittadini UE/AELS titolari di un permesso B) fossero a carico della pubblica assistenza.

Ma andiamo con ordine: il Municipio constata come l’aumento dei casi in assistenza a Gordola tra il 2009 ed il 2013 sia pari ad un buon 40%, passando da una spesa di circa 109’000 Franchi ad uscite pari a 180’000 Franchi . Per l’anno 2014 la cifra non è ancora disponibile, ma a preventivo erano inseriti ben 210’000 Franchi. Consideriamo comunque che in Ticino i costi per l’assistenza sociale sono accollati ai Comuni solo nella misura del 25%, mentre la parte preponderante è coperta dal Cantone. La sostanza però non cambia, dato che sono sempre i contribuenti a pagare.  Chiaramente non si vuole demonizzare chi si trova in uno stato di bisogno, ma le autorità a tutti i livelli (comunale, cantonale e federale) devono utilizzare con la  massima severità gli strumenti a loro disposizione.

Per quanto riguarda il fenomeno di persone con permesso B che sono a carico della pubblica assistenza, il Municipio di Gordola attesta che al 31.12.2014 ve ne erano 5 residenti a Gordola. Senza troppi giri di parole la constatazione da fare è che non ce ne dovrebbe essere nemmeno uno. D’altra parte, il Consiglio federale ad inizio 2014 ha proposto una modifica della Legge sugli stranieri volta ad eliminare il diritto a prestazioni assistenziali per cittadini UE/AELS venuti in Svizzera per cercare lavoro, così come ai loro famigliari. Di più, in una recente sentenza resa pubblica ad inizio febbraio 2015, il Tribunale federale, statuendo sul caso di un cittadino germanico in assistenza dal 2010 (in precedenza attivo professionalmente in Svizzera dal 2006 e poi in disoccupazione dal 2008), ha stabilito che la libera circolazione non è un principio assoluto, nel senso che i cittadini UE non hanno diritto a rimanere nel nostro Paese illimitatamente se non esercitano un’attività lucrativa.
L’auspicio è che l’autorità comunale si adoperi al massimo presso le autorità cantonali preposte affinché il permesso B venga revocato o non rinnovato. Ciò deve essere fatto al più presto, visto i tempi lunghi concessi dalle varie istanze di ricorso…

In conclusione: i Comuni devono adoperarsi per aiutare i propri cittadini nel bisogno e in questo senso è auspicabile ripensare lo sportello sociale comunale, in modo da aiutare in maniera rapida e mirata la popolazione locale in stato d’indigenza,  d’altra parte va applicato con rigore l’obbligo di denunciare ogni abuso del nostro sistema sociale.

Cosimo Lupi, Consigliere comunale PLR Gordola

 

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