Gottardo: non chiamatelo raddoppio

In realtà, durante la prospettata chiusura del tunnel, non si potrà caricare tutte le merci su ferrovia e rinunciare così semplicemente alla galleria di risanamento, la quale per altro non è un raddoppio ma un completamento dell’asse autostradale svizzero che attualmente ha nel S. Gottardo un pericoloso tunnel bidirezionale. Come potremo garantire il trasporto quotidiano di alimentari freschi tra la Svizzera interna ed il Ticino?  Molto difficilmente grazie ad un terminale di trasferimento gomma-rotaia provvisorio che rischia di essere congestionato fin dall’apertura e dove i camion sarebbero costretti a lunghe ore di attesa nei momenti di punta. Inoltre questo terminale sarebbe molto costoso e avrebbe bisogno un notevole spazio andando così a occupare preziosi terreni del fondovalle, i quali dovrebbero poi venire bonificati una volta smontata l’infrastruttura. Ho l’impressione di essere tornati al 2007, quando per contrastare il collegamento stradale del Locarnese, vitale per la regione, i contrari millantavano che l’astruso progetto della variante Panoramica (con la quale si volevano costruire viadotti alti 90 metri sulle pendici del Monte Ceneri) sarebbe potuto essere realizzato in 6 mesi.
Pensare che, al momento in cui la chiusura della galleria autostradale per i lavori di risanamento diventi effettivo, la capacità di transito delle merci della galleria Alptransit possa venire aumentata fino ad assorbire completamente il volume di merci che transitano ora su strada è pura illusione. L’economia così come il turismo hanno bisogno di un collegamento veloce e sicuro tra il nord ed il sud della Svizzera che possa evitare, in una fase congiunturale già molto complessa, un duraturo isolamento del Ticino dal resto del Paese. L’unica soluzione sotenibile e praticabile a lungo termine, in grado di garantire la sicurezza delle persone che viaggiano attraverso questa importantissima direttriche nord-sud, è il completamento della galleria autostradale senza aumento della capacità di transito.

Un’altro argomento che viene sempre sollevato contro il completamento è quello del finanziamento per la realizzazione dell’opera. Ricordiamoci però che non dobbiamo sempre fare tutto da soli, già la prima galleria ferroviaria del S. Gottardo fu costruita nel 19esimo secolo anche coi soldi degli Stati confinanti. Se la politica non vorrà coinvolgere le nazioni vicine vi sono altre soluzioni praticabili per garantire l’apporto di mezzi economici, come ad esempio la riscossione di un pedaggio per il transito, il cui ammontare per i cittadini svizzeri verrebbe poi dedotto dall’imposta di circolazione.

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