Sempre più i “NO” all’UE

Da anni assistiamo purtroppo al fenomeno della strisciante adesione da parte della Svizzera all’Unione Europea. Questo processo ha molte sfacettature e molti suoi aspetti vengono sapientemente taciuti al Popolo svizzero. Ciò, a dire il vero, non dovrebbe sorprendere più di tanto perchè nonostante che popolo e cantoni, il 6 dicembre 1992 (con una partecipazione alle urne da record del 78,7%), abbiano respinto l’accordo Spazio economico europeo/UE, il Consiglio federale mantiene l’«obiettivo strategico di adesione all’UE». La domanda d’adesione depositata a Bruxelles in primavera 1992 non è stata a tutt’oggi ritirata malgrado le iniziative parlamentari in questo senso. La contrarietà degli svizzeri all’adesione con il tempo è pure cresciuta, infatti secondo un sondaggio dell’ETH di Zurigo, oggi solo il 16% della popolazione svizzera approverebbe l’adesione all’UE.

Di fronte a tale forza della volontà popolare si cerca dunque di passare dalla porta di servizio. Difatti, su pressione di Bruxelles il Consiglio federale ha proposto alla Commissione UE di risolvere la questione dell’«integrazione istituzionale» con un cosiddetto «Accordo-quadro», che dovrebbe essere vincolante per tutti gli accordi bilaterali (attuali e futuri) fra Berna e Bruxelles.  Ciò significherebbe che la Svizzera di colpo non sarebbe più un Paese sovrano, trovandosi imbrigliata in una rete ancora più fitta di norme giuridiche e burocratiche dettate dagli Euroburocrati che nessuno ha mai democraticamente legittimato. In più, dovremmo riconoscere la Corte di giustizia dell’UE quale suprema e inappellabile istanza giudiziaria in caso di divergenze d’opinione sull’interpretazione di qualsiasi accordo bilaterale. La Svizzera, mediante il previsto accordo-quadro, non sarebbe più uno Stato indipendente che tratta bilateralmente con l’UE a parità di condizioni. Diventerebbe un misero esecutore di ordini sorvegliato da Bruxelles e tributario verso quest’ultima. Per tracciare un crudo parallelismo, torneremmo indietro di qualche secolo quando il Ticino e subordinato a Balivi e Landfogti di oltre Gottardo.

A questo punto, trovandoci di fatto nell’UE senza essere un Paese membro, l’argomentazione secondo cui l’adesione sarebbe necessaria per avere voce in capitolo in seno all’Unione verrebbe servita su di un piatto d’argento. Cioè, diranno a Berna, già che siamo dentro tanto vale aderire a tutti gli effetti.

Per questo motivo l’«Accordo-quadro» così come l’idea di fondo, vale a dire la fantomatica integrazione istituzionale della Svizzera nell’UE, vanno aspramente comabattuti: abbiamo già concesso troppo.

Cosimo Lupi
Associazione NO alla strisciante adesione all’UE

Pubblicato su “Il Mattino della domenica”, 07.02.2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...