Una legge che tutela la privacy dei cittadini onesti

Se per molti anni la tematica delle minacce contro la sicurezza del nostro Paese sembrava non fosse poi così importante, gli eventi di carattere internazionali degli ultimi anni e mesi hanno fatto tornare prepotentemente alla ribalta la politica di sicurezza.

In quest’ottica, a livello federale, si inserisce la legge sulle attività informative (LAIn). Questa legge, concepita come base legale moderna, ha lo scopo di disciplinare in modo completo tutte le attività informative. Le attuali basi giuridiche, ovvero la legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) e la legge federale sul servizio informazioni civile (LSIC), non sono più adeguate alle minacce e ai rischi attuali e devono quindi essere sostituite.

Concretamente, la LAIn riformula il compito del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), ossia i servizi segreti svizzeri, alfine di fornire una valutazione globale della situazione a favore dei beneficiari delle sue prestazioni. La nuova legge fornisce al SIC strumenti migliori per l’individuazione tempestiva di possibili pericoli e per la protezione della Svizzera e della sua popolazione. La legge prevede che le nuove misure per l’acquisizione di informazioni in essa contenute saranno applicate unicamente dopo essere state autorizzate da ben tre istanze: il Tribunale amministrativo federale, la Delegazione Sicurezza del Consiglio federale e il capo del DDPS. A fronte di queste garanzie giuridiche e istituzionali la critica degli oppositori alla nuova legge, che parlano di “Stato ficcanaso” appaiono superflue e meramente ideologiche.

Infatti, il SIC deve tutelare conseguentemente la libertà individuale dei cittadini svizzeri e le eventuali ingerenze nella sfera privata devono essere effettuate con la massima cautela. La nuova legge permette quindi di incrementare la sicurezza della Svizzera e di salvaguardare interessi nazionali essenziali. Il Consiglio federale può impiegare il SIC per proteggere l’ordinamento costituzionale, la politica estera nonché la piazza industriale, economica e finanziaria svizzera. Aspetti quest’ultimi che vengono spesso e volentieri tralasciati nel dibattito sulla sicurezza ma che sono essenziali per preservare la stabilità, la sicurezza globale ed il benessere del nostro Paese.

Per meglio capire come effettivamente il nuovo quadro legislativo potrà rispondere alle necessità del SIC ecco di seguito un esempio riguardante una minaccia attuale.
Un giovane rientra in Svizzera da una zona in cui si combatte la cosiddetta “jihad”. Al momento non è chiaro che cosa abbia fatto in quella zona né che cosa preveda di fare dopo il suo rientro in Svizzera. Secondo le leggi attualmente in vigore il SIC dispone di possibilità molto limitate per accertare se una persona che rientra da una zona in cui si combatte la jihad abbia preso parte ai combattimenti per un’organizzazione terroristica o abbia soggiornato in un campo d’addestramento. I nostri servizi sono costretti a basarsi sulle informazioni di servizi partner esteri e possono procedere all’audizione della persona in questione, la quale ha tuttavia in ogni momento la facoltà di rifiutare di fornire informazioni. Inoltre, il SIC non può eseguire alcun controllo dei biglietti presso le compagnie aeree né eseguire controlli telefonici riguardo alla persona in questione.
Secondo la nuova LSI invece il SIC potrebbe procedere ad un’ampia sorveglianza della persona in questione mediante misure soggette ad autorizzazione, da parte delle tre istanze sopra citate, allo scopo di accertare se essa intende svolgere o pianifica eventuali attività terroristiche che potrebbero minacciare la sicurezza della Svizzera e dei suoi abitanti.

In conclusione si può riassumere che questo adeguamento giuridico è necessario e pure urgente per dotare la Svizzera di strumenti atti ad affrontare i pericoli attuali grazie a delle basi legali che contemplano sufficienti garanzie a protezione della sfera privata dei cittadini residenti nel nostro Paese.

Cosimo Lupi
Consigliere comunale PLR Gordola


Pubblicato su Opinione Liberale, 12.02.2016

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