Ticino terra di opportunità o di ricorsi?

“Quando pensi agli eventi in Ticino, il primo che ti viene in mente è il celebre Locarno Festival. Giusto… ma sappi che oltre al cinema c’è di più”.

È con queste parole che sul sito ufficiale di Ticino Turismo vengono presentati gli eventi che si tengono nel nostro Cantone. A venire in mente al momento, però, è il ricorso inoltrato da una cittadina di Locarno che ha indotto di fatto la direzione del Locarno Festival ad annullare per il 2019 il City Garden, luogo di incontro ricreativo ma anche culturale nella splendida cornice del parco di Villa Balli nato dalla collaborazione tra lo stesso Festival ed uno degli sponsor principali: un importante gruppo assicurativo che ha creduto fermamente nel progetto.

Si potrebbe considerare che, pur essendo un gran peccato, in fondo di posti dove andare a bere qualcosa, ascoltare musica dal vivo o assistere ad una presentazione durante il Festival ve ne sono altri.

Il discorso di fondo però è un altro: il Festival e le sue manifestazioni di contorno, per altro di spessore, possono piacere o non piacere. Il voler ostacolare a tutti i costi delle iniziative che portano il Locarnese alla ribalta internazionale e, in questo caso, per poche giornate estive conducono a Locarno tantissime persone con risvolti quasi totalmente positivi, ben difficilmente si riesce a comprendere.

Possibile che ci si debba aggrappare a cavilli legali per impedire invece che tollerare per progredire? Sono forse troppo sognatori quelli che, come me, desiderano un Ticino quale terra delle opportunità e non dei ricorsi?

La soglia di fastidio è chiaramente soggettiva: però nelle numerose serate trascorse al Garden durante le ultime due edizioni festivaliere mai mi è capitato di notare che la musica fosse troppo forte, per altro essa viene diffusa in conformità delle relative ordinanze fino a mezzanotte e poi lasciata di sottofondo fino all’una.

Orari questi che, a mio modo di vedere, nelle lunghe serate estive dove tendenzialmente si cena più tardi del solito e dove magari a causa del caldo si va a dormire più tardi, possono essere tranquillamente tollerati.

Non si tratta di considerazioni puramente economiche – in quanto una minore offerta ricreativa anche per eventi già di per sé ad ampio richiamo come il Festival riduce l’indotto economico sulla regione – quanto una visione di ampio respiro. Se vogliamo essere ancora una terra di turismo e di eventi internazionali, evitando di perdere anche questo treno, allora dobbiamo riflettere sull’insieme ed essere pronti a più iniziativa e lungimiranza, mettendo da parte scartoffie e procedimenti legali.

Cosimo Lupi
Consigliere comunale PLR Gordola e candidato al Gran Consiglio

Articolo pubblicato su liberatv.ch

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