Digitalizzazione: cogliamo le opportunità!

Il 65% dei bambini che oggigiorno cominciano la scuola dell’obbligo faranno un mestiere che ora non esiste. Sarà davvero il 65% di loro? O magari il 50% oppure il 75%? Non possiamo dirlo con certezza. Quello che invece è fondamentale per il nostro avvenire è la consapevolezza di sfruttare le potenzialità della digitalizzazione. Quando ho ottenuto la maturità nel 2007, ad esempio, professioni come il digital marketing manager oppure una criptovaluta non sapevamo proprio cosa fossero. In questo senso anche la formazione professionale in Ticino, oltre a quanto già offerto a livello universitario da USI e SUPSI, offre dei nuovi percorsi interessanti: basti pensare al profilo di assistente digital & social media marketing oppure al corso di preparazione al diploma federale quale web project manager.

La mobilità dei dati rappresenta uno tra i maggiori elementi di successo in ambito digitale. In questo contesto l’installazione della fibra ottica in tutto il cantone rappresenta un valore strategico sia per gli agglomerati sia per le zone periferiche e di montagna, permettendo lo sviluppo di nuove realtà economiche anche in zone geograficamente discoste. Anche la recente approvazione da parte del Consiglio di Stato del credito da 10 milioni per la rivitalizzazione di edifici dismessi è un passo nella giusta direzione. Infatti questo credito si concentra sui comuni più periferici: il nostro territorio è una risorsa che va valorizzata il più possibile attirando attività economiche tecnologiche ed evitando l’insediamento di aziende che occupano personale scarsamente formato proveniente magari da oltre frontiera. Sta a noi mettere in rete le peculiarità del nostro territorio per uscire vincenti da questa sfida!
Possiamo poi combinare diversi settori economici per valorizzare il nostro territorio e impiegare le opportunità digitali. Con le nuove prospettive professionali legate al digitale per esempio si può efficacemente promuovere il telelavoro (anche detto “homeoffice”) riuscendo anche ad incoraggiare i tempi parziali con una retribuzione adeguata: così si trovano soluzioni adeguate per le giovani famiglie.
Del resto, anche in altre parti della Svizzera si è intuito che il mondo digitale rappresenta un enorme potenziale anche per le zone a vocazione turistica o periferiche che hanno visto diminuire drasticamente l’indotto economico generato dal turismo.

Ripropongo un tema già portato avanti un paio di anni fa: nella bassa Engadina, su iniziativa di alcuni privati e in collaborazione con i Comuni, è stato lanciato il progetto “Mia Engiadina”. Si vuole trasformare la regione in una sorta di “hub” digitale dotato di collegamenti internet ad alta velocità grazie proprio alla fibra ottica. L’idea è quella di rilanciare la regione offrendo una serie di edifici adibiti a spazi lavorativi dove informatici, sviluppatori, manager e altre figure professionali possano trovarsi e dare vita a nuovi progetti digitali godendo però della natura e di tutto ciò che quella regione a vocazione turistica ha da offrire. Una sorta di “third place”, cioè un posto dove persone provenienti da ogni parte del mondo possano trovare un ambiente dove sviluppare le proprie idee e il proprio business incontrandosi e combinando il lavoro con le vacanze.

Cosimo Lupi
Candidato PLR al Gran Consiglio

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