Parole e politica del fare

In campagna elettorale si sentono vari argomenti, intenzioni più o meno concrete e tante promesse. Io credo nel valore del lavoro perché porta alla libertà, al benessere e alla crescita personale. Non ci possiamo però nascondere dietro ad un dito: il lavoro è un diritto ma va conquistato con l’impegno personale, tanto sacrificio e attualmente pure con la formazione continua. Guardare al futuro oggi come giovane non è facile, anche con una formazione di ottimo livello possono passare mesi prima di trovare un’opportunità. Spesso quest’opportunità non soddisfa appieno le aspettative in termini di retribuzione e compiti, però a volte l’accontentarsi permette di avere per lo meno una base da cui partire e sviluppare le proprie conoscenze, sia personali che professionali, per lanciare la propria carriera.

Andare oltre Gottardo per studio, formazione professionale o esperienza lavorativa può essere visto come un’opportunità e non una scelta obbligata: il Ticino ha bisogno, fra le altre cose, di persone che spingano con forza l’innovazione e che possano contribuire alla creazione equilibrata di nuovi posti di lavoro interessanti, magari con professioni che ora da noi ancora non esistono, ed equamente retribuiti. Se non abbiamo la possibilità di fare certe esperienze qui facciamole fuori e poi torniamo con le competenze acquisite.

Ma se non spingiamo in questo senso prima o dopo torneremo ai piedi della scala: varie aziende si troveranno nelle condizioni, per reale bisogno o convenienza, di cercare profili qualificati all’estero. Puntando però sulla formazione sulla formazione professionale e superiore focalizzata su digitalizzazione e innovazione abbiamo anche la possibilità di contrastare con le capacità e le qualifiche dei nostri giovani e meno giovani anche gli effetti negativi della libera circolazione.

Si stima che il 65% dei bambini che adesso cominciano la scuola dell’obbligo faranno un mestiere che attualmente non esiste. Il digitale offre molte prospettive: fino a pochi anni fa infatti, professioni come il digital marketing manager oppure una criptovaluta non sapevamo proprio cosa fossero.

La politica è chiamata ora più che mai a fare: col lavoro serio a livello comunale, cantonale e federale si possono attuare misure concrete a favore di un partenariato sociale forte. Così si tutelano i lavoratori e gli imprenditori, che non devono essere contrapposti ma complementari fra loro. Fare politica non significa solo reagire: ecco che, con gli ultimi sviluppi, si può pensare ad utilizzare parte dell’avanzo d’esercizio dei conti cantonali per un fondo dedicato alla formazione professionale  in ambito digitale (nuove formazioni e riqualifiche per chi ha perso il lavoro o si trova in difficoltà).

Cosimo Lupi
Candidato PLR al Gran Consiglio

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