Clima, ceto medio ed incentivi

Negli ultimi mesi il tema dominante, sia nell’attualità politica sia nei media, è stato il clima, o meglio i cambiamenti climatici. L’aumentata sensibilità ai temi ambientali ed energetici è però qualcosa che deve andare al di là delle campagne elettorali e delle manifestazioni nelle piazze: ben venga una certa esposizione mediatica che possa spronare la politica ad agire. Resto pur sempre convinto che un approccio liberale sia necessario anche per questa sfida: credo che, ad esempio, l’attuale revisione totale della legge sul CO2 contenga degli aspetti che vanno troppo in là. Sono contrario a delle tasse sui biglietti aerei e sull’aviazione privata che, con un beneficio ancora tutto da dimostrare, sono un intervento dello Stato contro la libertà individuale.

Va per contro incentivata la mobilità lenta, ma con investimenti sui mezzi di trasporto pubblici, su mezzi di trasporto innovativi che sfruttano le fonti di energia rinnovabile implementando il più possibile la collaborazione tra pubblico e privato. Inoltre, tutta una serie di inasprimenti sulle norme tuttora vigenti, come quelle che mirano ad eliminare l’olio combustibile quale fonte di riscaldamento per gli edifici creano delle disparità evidenti tra le città e le regioni periferiche. Infatti, regioni come il Canton Ticino che hanno diversi villaggi e paesi al di fuori delle aree urbane, vedono la presenza di moltissimi edifici costruiti diversi decenni fa. Imporre il cambiamento degli impianti di riscaldamento entro pochi anni ha delle conseguenze finanziarie non indifferenti per molte famiglie e piccoli proprietari immobiliari che costituiscono in buona parte il ceto medio.

Per poter cambiare davvero qualcosa e contrastare il riscaldamento globale in modo sostenibile, vanno proposte misure concrete a livello comunale. L’efficienza energetica degli edifici è un aspetto non secondario per la riduzione delle emissioni: recentemente il Municipio di Gordola ha deciso di fare propria la mozione, inserendola nella revisione del piano regolatore, presentata a marzo 2019 dal Gruppo PLR in Consiglio comunale che chiedeva di introdurre un bonus energetico nelle Norme di Attuazione del Piano Regolatore (NAPR). Già in diversi Comuni ticinesi queste norme prevedono dei bonus energetici per chi si impegna nella costruzione o nella ristrutturazione di edifici efficienti a livello energetico; come anche nella legge edilizia cantonale all’art. 40a cpv. 3 viene esplicitato che “La superficie utile lorda ammessa dai piani regolatori comunali è inoltre aumentata del 5% qualora i nuovi edifici o le modifiche di edifici esistenti presentino uno standard di efficienza energetica particolarmente elevato.”.
A mio avviso è un approccio costruttivo: infatti al giorno d’oggi, oltre ad un miglioramento costante dei materiali che vengono impiegati nell’edificazione di abitazioni, appare sensato investire sui quei soggetti che si impegnano concretamente e che investono per costruire o riattare con standard energetici che portano a ridurre notevolmente il fabbisogno energetico finale. Così facendo si incentiva proprio la responsabilità individuale ottenendo risultati sul lungo termine più incisivi dei divieti.

Cosimo Lupi
Consigliere comunale PLR Gordola

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