Giovani e mercato del lavoro: quali prospettive?

Oggi il mercato del lavoro è dinamico e molto difficile da regolamentare. Per poter capire ciò bisogna inizialmente poter analizzare in modo generale il tasso di disoccupazione e le sue componenti principali. Esso è composto da una parte naturale, intrinseca ad un normale sistema economico, ovvero a tutte quelle persone che volontariamente sono alla ricerca di una nuova occupazione e alle caratteristiche dell’offerta di lavoro che non corrisponde alle aspettative dell’individuo, miss match tra domanda ed offerta. Dopodiché troviamo la disoccupazione ciclica che dipende dal ciclo economico, infatti, il mercato del lavoro ha delle ciclicità economiche che sono ritardate rispetto alla crescita e agli altri mercati. Abbiamo poi la disoccupazione strutturale, di lungo periodo, dovuta soprattutto a rigidità di tipo salariale e occupazionale. Da ultimo vi è la disoccupazione da isterèsi, dove troviamo primariamente i disoccupati di lunga data che faticano a trovare una nuova occupazione in quanto patiscono un processo di obsolescenza dal punto di vista professionale.

Possiamo quindi capire che occorre fare una riflessione su cosa influisce maggiormente l’inserimento professionale: oggi i giovani che terminano una formazione si trovano spesso confrontati con la difficoltà di trovare un posto di lavoro fisso e confacente alle loro caratteristiche. Concretamente gli ostacoli sono costituiti dalle caratteristiche del mercato del lavoro Ticinese, ovvero il numero di posto di lavoro disponibili, la percentuale d’occupazione e il tipo d’occupazione sempre più specifica che richiede a sua volta un livello di competenza ed esperienza maggiore, anche in giovane età.

Per poter mitigare queste difficoltà occorre che i giovani siano disposti a valutare la possibilità di intraprendere la propria carriera professionale non forzatamente nel settore terziario, ma anche in altri settori economici, che a prima vista paiono meno attrattivi. Possiamo prendere come esempio il settore primario e secondario dove vi sono delle buone opportunità di sviluppo delle proprie competenze sia a livello professionale che personale. Va inoltre precisato che attualmente in tutti i settori è indispensabile continuare a rimanere aggiornati nella propria professione. A volte bisogna quindi dimostrarsi estremamente flessibili, essendo disposti ad accettare magari un primo impiego non confacente alla proprie aspettative o che dissente dall’indirizzo inizialmente scelto. Inoltre va anche considerato che spesso e volentieri vanno intraprese delle trasferte quotidiane, magari prolungate, in quanto il posto di lavoro si può trovare lontano dal Comune di residenza.

La sezione del lavoro e gli uffici regionali di collocamento promuovono delle misure per migliorare l’accesso dei giovani nel mondo del lavoro, come ad esempio corsi di perfezionamento e la pratica professionale. Queste misure sono utili e devono continuare ad essere sviluppate, anche in ottica di un aumento dalla dimensione del marcato del lavoro Ticinese, motivo per cui, oltre a queste si deve iniziare a pensare ad altre soluzioni maggiormente mirate e con un arco temporale maggiore, in quanto oggi è molto difficile poter trovare un’occupazione in breve tempo. Questo potrebbe essere sviluppato ad esempio attraverso un approccio scolastico maggiormente incentrato sulla professione e ad alcuni incentivi di tipo economico o fiscale alle imprese che assumo giovani.

In conclusione possiamo quindi ritenere che il giovane si trova confrontato con parecchie sfide per quanto concerne il proprio futuro professionale, vengono quindi richieste parecchie energie e le parole d’ordine sono semplici e significative: forza e flessibilità!

 

Cosimo Lupi, candidato a Municipio e Consiglio Comunale PLR Gordola, e Omar Petrillo, candidato al Consiglio Comunale PLR Gordola

 

Pubblicato su Ticinolibero.ch, 04.03.2012

 

Spogliatoi: ora tiriamo in gol!


Qualcosa si è mosso. Non siamo ancora arrivati alla svolta definitiva ma almeno, nell’ultima seduta di Consiglio Comunale del 24 ottobre scorso il Legislativo ha approvato, ed occorre sottolinearlo, all’unanimità, la mozione per la progettazione dei nuovi spogliatoi presso il centro sportivo Roviscaglie. Mozione che, ricordo, è datata 6 settembre 2010 e chiedeva in sostanza al Municipio l’elaborazione di un messaggio municipale, e qui cito “per un credito di fr. 50’000.- destinati alla progettazione degli spogliatoi”.

Il gruppo PLR ha sostenuto fin dal principio la necessità di un rifacimento degli spogliatoi e riteniamo che ciò debba essere fatto in tempi brevi. Per ciò si sarebbe preferito votare direttamente il credito di progettazione, invece il Municipio ha preferito una soluzione più attendista preferendo il solo voto sul principio della mozione. Questa scelta allunga evidentemente i tempi visto che l’Esecutivo sembra comunque intenzionato a far allestire un Masterplan di tutta la zona del centro sportivo e della scuola media.

A questo punto sembra davvero peccato che per un’opera che da tutti viene considerata necessaria i tempi ancora vengano dilatati! I soldi ci sono, questo è un fatto, oltre tutto vi è pure la disponibilità del fondo Sport-toto a sovvenzionare generosamente parte dei costi. Insomma, già nel messaggio municipale n. 924 del 16 novembre 1999 si considerava come “le infrastrutture del centro si trovano in uno stato misero ed al limite della loro durata nel tempo”. Da allora il terreno da gioco è stato sistemato con importanti investimenti, per quanto riguarda gli spogliatoi la palla ora è stata messa sul dischetto degli 11 metri, che a breve si trovi il guizzo giusto per mettere la palla in rete!

 

Cosimo Lupi, presidente GLR Gordola e vicepresidente cantonale GLRT

Pubblicato ne “La Voce di Gordola”, febbraio 2012

Disoccupazione giovanile: piccoli passi nella giusta direzione

I Giovani Liberali Radicali Ticinese si sono mossi recentemente promuovendo delle interpellanze in vari
Comuni con lo scopo di sensibilizzare in merito a questo fenomeno ed avere un quadro preciso della
situazione in modo da procedere poi con eventuali misure adeguate. Ultima in ordine di tempo è stata
l’interpellanza presentata a Gordola dal capogruppo Daniele Roncati che poneva al Municipio diversi quesiti.

In particolare si intende esplorare la possibilità di attivare delle antenne territoriali che promuovano
l’occupazione giovanile in modo da implementare la messa in rete che tutt’ora viene già fatta dall’Ufficio
delle misure attive e dagli Uffici regionali di collocamento, con lo scopo di collaborare concretamente con le
aziende ticinesi in modo da favorire la creazione di ulteriori posti di pratica.

Si intende poi avere una panoramica precisa degli effetti che l’introduzione nell’aprile 2011 della nuova legge
sull’assicurazione disoccupazione (LADI) ha avuto sul mercato del lavoro, in particolare per quanto riguarda i
giovani lavoratori.

Last but not least, si chiede di sondare le possibilità concesse dalla legge per la creazione di un sistema di
bonus fiscale per le imprese che volessero insediarsi nel Comune e che fossero disposte all’assunzione di
giovani provenienti dalla realtà locale.

Cosimo Lupi

Vicepresidente GLRT

 

Pubblicato su Opinione Liberale, 10.02.2012

Qualche considerazione, politica e non


Qual è la differenza tra l’abitare in un Comune ed il sentirsi parte dello stesso? La domanda posta così, magari un po’ a caso, può a mio avviso aprire la strada per alcune riflessioni.

Uno può nascere, crescere e passare tutta la vita in un posto senza che per lui ciò abbia un significato particolare. Altri magari si spostano in vari luoghi, per ragioni professionali o familiari, e non sentono di appartenere ad un posto in particolare. Poi c’è chi, pur avendo cambiato diversi luoghi di domicilio si impegna ovunque nella quotidianità civica, oppure ancora vi è chi in un Comune nasce e si sente legato a quella fetta di territorio, cresce e pian piano si interessa alla politica  decidendo di dedicare tempo ed energie alla cosa pubblica. Se penso alle recenti immagini televisive che mostravano come molte persone in Egitto e soprattutto Tunisia facevano sino ad un’ora e mezza di colonna davanti al seggio elettorale pur di poter deporre la propria scheda dentro l’urna provo una grande ammirazione per questi cittadini che ambiscono all’esercizio dei propri diritti e doveri civici. Beh, mi si dirà, erano oppresso fino all’altro giorno ed è normale che alla prima occasione vadano a votare. Magari sarà anche vero, ma questo esempio traslato poi nella nostra piccola realtà ci può dimostrare come siamo fortunati a vivere in un contesto dove il confronto politico e la possibilità di partecipare alle decisioni di interesse comune siano garantiti: peccato che molti cittadini non mettano le loro capacità ed energie a disposizione della comunità.

Non a caso lo slogan del PLR di Gordola è “Lavoriamo con passione per un Comune migliore. Per amore di Gordola”. Passione per l’attività politica ed amore per il territorio nel quale si vive e si agisce quotidianamente sono concetti a mio avviso molto importanti. Ciascuno può dare il proprio contributo, sui temi e sulle modalità con cui concretizzare determinati progetti si può essere divisi, ma se si è animati da passione e amore tutto diventa più semplice.

Si sente spesso dire quanto sia difficile avvicinare i giovani alle questioni politiche, ciò è in parte vero ma credo che sia molto importante che chi è già attivo in politica, che sia giovane o con qualche anno in più non importa, sappia prendersi il tempo di spiegare a ragazze e ragazzi come funziona in generale il nostro sistema politico e parallelamente come funziona un Comune dal punto di vista istituzionale e amministrativo: era ciò che chiedeva anche l’iniziativa lanciata con successo qualche anno fa da GLRT, con la quale si chiedeva di rafforzare, nella scuola ticinese, un’adeguata istruzione civica. Magari il messaggio non passerà subito, ma sicuramente dialogare e istruire è arricchente per tutti.

 

Cosimo Lupi

Presidente Gioventù Liberale Radicale Gordola

Vicepresidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

 

Pubblicato su Opinione Liberale, 20.01.2012

Cassis, il Consiglio federale e il web: ‘Ho risposto a 580 e-mail’


Ignazio Cassis è ancora in corsa per il Consiglio federale. Una corsa che deve essere anche moderna e.. virtuale. Rossoblu ha avuto una chiaccherata con il consigliere nazionale e Cosimo Lupi, che ne cura la pagina web.

Ignazio Cassis (IC) e Cosimo Lupi (CL). ‘Non ci può essere una crisi settimana prossima, la mia agenda è già piena’. La frase di Henry Kissinger è una delle prime cose che mi appare visitando il sito www.ignaziocassis.ch. Sta a significare che, nonostante non sia stato inserito nel ticket PLR, non c’è tempo per piangere sul latte versato ed è opportuno guardare avanti, continuare a crederci?

IC: “Se vuoi vivere felice guarda avanti, non indietro” – mi è stato insegnato. Ed è così anche questa volta. C’è stata una possibilità, l’ho colta. Sapevo bene quanto ardua sarebbe stata l’impresa, ma mi sono detto: “Se ci fosse anche solo una possibilità su venti, tenta! Solo tentando si può vincere” ! L’altro lato della medaglia vuole però che tu sappia perdere, senza farne un dramma. E allora pensi a quanto hai imparato e ne trai una lezione per il futuro. Senza rimpianti né rimorsi si va avanti. E’ un’attitudine mentale, il desiderio di rischiare, di vivere un’avventura.

CL: La scelta fatta da Ignazio di riportare diversi aforismi nella parte superiore del sito, oltre a rispecchiare la sua personalità ed il suo credo politico, dà un tocco particolare e dinamico all’intera grafica.

La figura di un politico, sia a livello federale sia a livello cantonale, è continuamente confrontata con l’opinione pubblica. È per questo che si è deciso di creare il sito web?

IC: Sì, è proprio così. La politica è in gran parte comunicazione e internet oggi è una piattaforma tra le più usate. Non esserci è penalizzante. Dopo una lunga gestazione e grazie all’amico Cosimo Lupi, siamo riusciti a lanciare il sito, il giorno della festa nazionale francese (14 luglio). Ho scoperto che creare un sito internet è più impegnativo di quanto inizialmente pensassi!

CL: In effetti internet si sta affermando come mezzo di comunicazione per eccellenza anche per quanto riguarda la politica. Prendendo un esempio, alle nostre latitudini possiamo constatare come buona parte dei parlamentari a livello federale siano presenti in rete con un proprio sito personale. Proprio per questo non era scontato trovare un buon equilibrio tra grafica accattivante e contenuti facilmente consultabili, credo però che il lavoro di squadra abbia dato i suoi frutti!

C’è stato un aumento di visitatori da quando il suo nome è stato proposto dal PLRT per il Consiglio federale? Qualcuno ha interagito, offrendo critiche, sostegno o altro?

IC: Sì, c’è stata un’esplosione di visite del sito, in particolare per sapere chi fossi, per guardare le fotografie e il mio curriculum vitae. Purtroppo è invece mancata l’interazione… ma non mi lamento troppo, anche perché c’è stata molta interazione sul gruppo di facebook e tramite e-mail. Ho comunque evaso un centinaio di SMS, una trentina di lettere e biglietti cartacei e, sino ad oggi, 580 e-mail.

CL: A partire da metà agosto abbiamo registrato infatti un boom di visite. La pagina più visitata in assoluto è stata ed è tutt’ora quella dedicata al curriculum vitae. Ritengo che l’aggiornamento quotidiano del sito con l’aggiunta della rassegna stampa inerente la corsa al Consiglio federale abbia incuriosito i visitatori che verosimilmente sono tornati periodicamente sul sito per consultare nuovi articoli. Pur essendovi un blog interattivo di messaggi sul sito web non ne sono arrivati, probabilmente gli utenti hanno preferito usare un mezzo più informale quale facebook.

Entrando nel sito, si può scegliere tra le tre lingue nazionali. Il messaggio potrebbe essere interpretato così: il resto della Svizzera deve accorgersi di noi, così come noi dobbiamo aprirci verso il resto della Svizzera…

IC: Fin dall’inizio ho voluto un sito nazionale, nelle tre lingue ufficiali. Diversamente dalla maggioranza svizzero-tedesca e da quella romanda, per noi ticinesi è forte la coscienza dell’identità nazionale plurilingue e multiculturale. Ho cercato di segnalarlo anche con il sito internet ! Speriamo che il messaggio sia stato percepito…

CL: A parte qualche piccola difficoltà iniziale nella gestione dei contenuti nelle tre lingue, sono felice che possiamo offrire un sito scritto nelle tre lingue nazionali. Ciò, oltre a ricordare ancora una volta come la Svizzera sia plurilingue aumenta senza dubbio la visibilità della piattaforma su scala nazionale.

A cura di Paolo Ascierto, pubblicato su Rossoblu.ch il 16.09.2010

Breve riflessione sull’incendio di Gordola

Per un giovane come me che è cresciuto a Gordola e che è stato abituato ad avere davanti agli occhi praticamente ogni giorno la vecchia fabbrica Regazzi svegliarsi un giorno e vedere come questa struttura sia diventata un ammasso di rottami crea sconcerto. Un ulteriore senso di malessere l’ho avuto dopo aver visto alla televisione lo sgomento e l’incredulità di chi solo poche ore prime aveva progetti, idee e magari mandati da portare a termine e d’un tratto si trova senza più nulla. In questi momenti immagino che per queste persone la realtà e l’avvenire siano visti neri come il fumo sprigionato durante il rogo, l’incertezza per quel che verrà può pesare come un macigno. Eppure, una schiarita all’orizzonte vi sarà, a parole chiaramente si può fare poco, ma sono persuaso che la comunità gordolese saprà sostenere tutti coloro i che sono stati colpiti da questo evento ai quali va il nostro pensiero di conforto.

Cosimo Lupi, Gordola

Tifo violento: quale soluzione?


Recentemente le intemperanze delle tifoserie legate a compagini di calcio e hockey su ghiaccio sono balzate agli onori della triste e imbarazzante cronaca alle nostre latitudini. In particolare hanno destato scalpore i fatti accaduti dopo il derby Ambrì Piotta – Lugano del 2 dicembre scorso e gli scontri provocati a Lugano, il giorno dopo, dai tifosi della squadra di hockey zurighese degli ZSC Lions. Due fatti gravi, nel giro di 24 ore scarse, che riportano sotto le luci della ribalta la problematica del tifo che, a volte, purtroppo, rompe gli argini e si trasforma in vera e propria violenza. Questi fatti non accadono solo da noi; vi sono esempi sia in Svizzera sia all’estero dove recentemente alcune violenze legate alle tifoserie, dentro come fuori dagli stadi, sono finite in prima pagina. Ad esempio, alcune settimane fa, nel derby calcistico che ha visto confrontarsi Stella Rossa Belgrado e FC Partizan, i lanci d’oggetti pirotecnici da parte delle curve sono stati talmente intensi da incendiare la pista d’atletica che circonda il terreno di gioco. Idem – ahinoi – alle nostre latitudini nel campionato di Super League, dove nell’incontro tra Losanna e Grasshoppers i tifosi zurighesi hanno accesso a più riprese torce e petardi, sfidando poi il presidente del club, che ha addirittura usato gli altoparlanti dello stadio per ammonire i propri tifosi (!). Appello caduto nel vuoto e che ha condotto la dirigenza del GCZ a mostrare i muscoli (in senso figurato stavolta) esiliando, per i prossimi incontri casalinghi, i propri supporters dalla curva.

Va sottolineato che questi eventi impongono alle forze di Polizia gli straordinari; infatti, per ogni incontro considerato a rischio, vengono impiegati i reparti di mantenimento dell’ordine, togliendo così nel contempo effettivi a quei reparti mobili che normalmente sono presenti sul territorio. L’opportunità o meno di impiegare dei dispositivi di Polizia in occasione di eventi sportivi viene spesso dibattuta. C’è chi sostiene che la presenza dei poliziotti costituisca una provocazione che spesso induce alla violenza. D’altra parte, però, è anche vero che la presenza delle forze dell’ordine impedisce in molti casi il degenerare degli scontri e permette di arginare gli episodi violenti.

Oltralpe negli ultimi anni si è provato ad intervenire per risolvere il problema con l’ausilio di alcune associazioni che tentano un approccio socioprofessionale con il mondo del tifo organizzato. Tra queste spicca l’associazione mantello Fanarbeit Schweiz, che offre una piattaforma di dialogo ad autorità e società sportive.

Indipendentemente dai punti di vista è pacifico che questa tematica sia di stretta attualità e che sottopone le autorità ed i club a maggiori sforzi. Così, a causa di avvenimenti che irrompono sulla scena prima, durante e dopo le partite, a farne le spese è lo spettacolo sul terreno da gioco, con buona pace per la magia che lo sport racchiude nei biglietti per lo stadio.

Cosimo Lupi, vicepresidente GLRT

pubblicato su Opinione Liberale, 23.12.2011

Gordola, investiamo nel tempo libero

La situazione finanziaria del Comune di Gordola in questi anni si è dimostrata particolarmente positiva, permettendo una riduzione del moltiplicatore d’imposta, e questo grazie a maggiori entrate fiscali, ad un oculata gestione della crescita della spesa pubblica, a fattori esterni inattesi ma anche ad una ridotta attività d’investimento. Il quadro attuale, pur non perdendo di vista la necessità di operare con oculatezza, permette quindi agli amministratori comunali un certo spazio di manovra per i prossimi anni e l’opportunità di affrontare alcuni progetti importanti, quali il risanamento del centro scolastico, ma anche una serie di investimenti collaterali, vieppiù urgenti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), così come gli uffici federali e cantonali preposti, hanno nei loro studi sempre sottolineato l’importanza che rivestono lo sport e l’attività fisica in generale nel migliorare lo stato di salute, fisico e psichico, delle persone. Gli investimenti negli spazi verdi e nello sport hanno quindi un positivo effetto collaterale, difficilmente misurabile economicamente ma sicuramente riscontrabile in una migliore qualità di vita.

Dovendo definire gli ambiti di investimenti prioritari Municipio e Consiglio Comunale non possono quindi non prestare un occhio di riguardo alle infrastrutture sportive, agli spazi verdi e ai percorsi pedonali e ciclabili.

È urgente che il Comune di Gordola, coinvolgendo il più possibile le associazioni ed i privati nel finanziamento e nella gestione, valorizzi l’aree di svago alle Roviscaglie, portando avanti in tempi brevi la progettazione dei nuovi spogliatoi al campo di calcio, investimento che non può più essere procrastinato visto la stato indecente in cui si trova l’infrastruttura. A nostro parere l’area delle Roviscaglie si presta in modo ottimale per diventare ancor più un luogo di aggregazione e di svago e vanno concentrate in quest’area gli investimenti per il tempo libero. Così facendo si potrà rafforzare anche la funzione sociale di quest’area, incoraggiando i giovani del Comune a godere maggiormente delle possibilità ricreative e sportive che il territorio comunale offre. Le vicine importanti strutture scolastiche (scuole medie e centro professionale SSIC) non potranno che beneficiarne.

Dobbiamo poi prestare maggiore attenzione al territorio in cui viviamo e valorizzare le possibilità di svago offerte dalle nostre molte aree verdi. La mobilità lenta è un tema sempre più attuale, in cui si inseriscono anche i percorsi casa-scuola: vanno definiti percorsi pedonali e ciclabili nuovi, va aumentata la manutenzione dei sentieri comunali e migliorata la segnaletica. Gordola ha una rete di sentieri e di percorsi pedonali molto ampia, la loro manutenzione è però troppo spesso carente e manca inoltre completamente un approccio unitario che ne valorizzerebbe l’utilizzo e la fruibilità. Ciò a tutto vantaggio anche del turismo, che, nelle possibilità di escursioni e nella scoperta del territorio, ha uno dei suoi punti forti. Per ottenere dei risultati non è certamente necessario spendere le centinaia di migliaia di franchi previste in moderazioni stradali dal Municipio (a volte troppo accondiscendente nei confronti dei progettisti privati), bastano una migliore pianificazione degli interventi e lo sfruttamento del potenziale della squadra comunale. Ma soprattutto ci vogliono idee nuove ed un approccio diverso al nostro territorio.

Con pochi interventi mirati si possono migliorare le opportunità di svago per i cittadini e il turismo, per una migliore qualità di vita.

Damiano Vignuta, presidente PLR e
Cosimo Lupi, presidente Glr nella sezione di Gordola.

Articolo pubblicato su LaRegione del·19.04.2011.

La via delle energie rinnovabili non è incompatibile con Lünen

È necessario un periodo di transizione per raggiungere il traguardo di rifornirci completamente da energia rinnovabile senza stravolgere il nostro mercato elettrico, subendo di riflesso un repentino aumento del prezzo dell’energia. Per una volta il controprogetto non promette favole, ma permette di spostare un po’ più avanti l’uscita dal carbone, per avviare da subito, da oggi quindi, la via del rinnovabile.
Occorre però essere onesti con i cittadini ticinesi che si recheranno alle urne. Oggi noi, dal punto di vista energetico complessivo (oltre all’energia elettrica), dipendiamo per l’80% dal petrolio. Questo è il dato cruciale da tenere a mente quando si parla di ridurre le emissioni di CO2. Se davvero desideriamo migliorare le condizioni dell’ambiente, allora dobbiamo ridurre la dipendenza dal petrolio, e sostituirla, dove è sensato, con l’energia elettrica (riscaldamenti, automobili, ecc.). Ciò però, comporterà, malgrado le necessarie, anzi indispensabili, misure di risparmio energetico che dovremo intraprendere, un aumento dei consumi di energia elettrica per i prossimi anni. È in questo campo che non possiamo raccontare storielle! Chi sostiene che con il nuovo rinnovabile (fotovoltaico, eolico, biomassa, ecc.) potremmo già oggi sostituire un quantitativo di energia come quello che proverrà dalla centrale di Lünen ci sta ingannando. Si pensi solo che per costruire l’impianto fotovoltaico di Iragna, alle cave Maurino, occorrono 10 mio di franchi. E che lo stesso impianto produrrà 1.5 GWh/anno di energia. Lünen ne produrrà 900 GWh/anno, ossia 600 volte di più. Moltiplicando 10 mio per 600 volte otteniamo cosa dovremmo investire in fotovoltaico per sostituire Lünen: ossia 6 miliardi di franchi. Queste cifre devono farci riflettere. Attualmente per ottenere il quantitativo di energia proveniente da Lünen occorrerebbe investire 1.1 miliardi di franchi nel mini-idroelettrico, corrispondenti a una settantina di impianti delle dimensioni di Ponte Brolla, oppure 1.5 miliardi di franchi nell’eolico, e circa 150 pale da 3 MW di potenza (dell’altezza di 100 metri). Trattandosi in tutti questi casi di energia prodotta in modo non regolare, a ciò andrebbero ancora aggiunte altre ingenti somme per la costruzione di impianti di stoccaggio dell’energia tramite centrali a pompaggio, in modo da poter pompare l’acqua a monte quando vi è il sole o soffia il vento, e poter turbinare l’acqua così accumulata nei momenti di ammanco.
L’iniziativa dei Verdi non può quindi contare su alternative valide, e per questo è un atto irresponsabile verso il nostro cantone. Il controprogetto, al contrario, permette di intraprendere con realismo ma con decisione, la via del rinnovabile, avendo il pregio di essere ben più pragmatico ed efficace.

Cosimo Lupi, Gordola

19.05.2011, pubblicato su ticinolibero.ch e ch-ti.ch