Comune di Gordola

Interpellanza – Assistenza sociale nel Comune: quale evoluzione?

Lodevole Municipio,
Egregio Signor Sindaco,
Egregi Signori Municipali,

con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse delle facoltà concesse dalla Legge (art. 66 cpv 2 e 3 LOC) e dal Regolamento comunale ci permettiamo di  inoltrare una serie di domande e considerazioni in merito alla situazione dell’assistenza sociale nel Comune di Gordola.

Il Gruppo PLR si è ripetutamente occupato negli ultimi anni degli aspetti legati all’aiuto sociale ed all’assistenza nel nostro Comune, anche alla luce della preoccupante tendenza in atto a livello cantonale. Infatti, l’ultima statistica rilasciata dal Dipartimento Sanità e Socialità, stato a gennaio 2018[1], parla di 8’106 persone che vivono in unità di riferimento in assistenza con un incremento del 3.5% annuale rispetto al 2017.

Assistenza sociale: giusta ma severa

Uno dei tre valori che il Partito Liberale Radicale ha portato avanti nella campagna elettorale per le elezioni federali 2015 è, accanto a libertà e progresso, la coesione.

Coesione significa l’impegno quotidiano a favore di tutta la comunità, sia nel volontariato, nello sport, nella propria attività professionale, nella politica, nell’esercito così come in ogni altra forma di servizio di milizia. Benintenso nel concetto di coesione rientra anche l’aiuto ai più deboli, ambito in cui il nostro Paese, a fronte di uno Stato sociale sviluppatissimo, è sicuramente avanzato. È però chiaramente impensabile poter accogliere chiunque ricerchi miglior fortuna economica da noi, per questo vanno combattuti abusi e turismo sociale.

INTERPELLANZA: Gestione dell’assistenza sociale nel Comune di Gordola

Onorevole Sig. Sindaco,
Onorevoli Sig. Municipali,

con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla Legge (art. 66 cpv 2 e 3 LOC) e dal Regolamento comunale ci permettiamo di interpellare il Municipio in merito a quanto segue.

Il Gruppo PLR si è ripetutamente occupato durante questa legislatura degli aspetti legati all’aiuto sociale ed all’assistenza nel nostro Comune.

Da un lato ci preme l’aumento dell’efficacia delle misure atte all’aiuto sociale per la popolazione. Una proposta da noi già avanzata è quella di riorientare in modo più mirato l’attività dei funzionari che si occupano dell’AVS e delle assicurazioni sociali del Comune, promuovendo una sorta di “sportello sociale”, che possa rapidamente indirizzare il cittadino ai numerosi enti attivi sul territorio (tra cui ad esempio Pro Infirmis o Pro Senectute, che dispongono di numerosi e validi assistenti sociali), aiutandolo nell’espletamento delle pratiche amministrative. Sarebbe sufficiente un’opportuna istruzione ed un’adeguata formazione del personale già attivo, risultando così una soluzione parsimoniosa ed efficace. Invece di ricorrere all’assunzione di nuovi funzionari ad hoc, si tratterebbe semplicemente di sfruttare le risorse che la rete territoriale già offre, ma che spesso non sono conosciute.

Esplosione dei casi di assistenza e permessi B: anche nei Comuni bisogna agire

Lo scorso mese di gennaio ho presentato un’interrogazione al Municipio di Gordola con l’obiettivo di chiedere lumi in buona sostanza sull’evoluzione dei casi in assistenza (numero e costo) e per sapere quanti dimoranti (cittadini UE/AELS titolari di un permesso B) fossero a carico della pubblica assistenza.

Ma andiamo con ordine: il Municipio constata come l’aumento dei casi in assistenza a Gordola tra il 2009 ed il 2013 sia pari ad un buon 40%, passando da una spesa di circa 109’000 Franchi ad uscite pari a 180’000 Franchi . Per l’anno 2014 la cifra non è ancora disponibile, ma a preventivo erano inseriti ben 210’000 Franchi. Consideriamo comunque che in Ticino i costi per l’assistenza sociale sono accollati ai Comuni solo nella misura del 25%, mentre la parte preponderante è coperta dal Cantone. La sostanza però non cambia, dato che sono sempre i contribuenti a pagare.  Chiaramente non si vuole demonizzare chi si trova in uno stato di bisogno, ma le autorità a tutti i livelli (comunale, cantonale e federale) devono utilizzare con la  massima severità gli strumenti a loro disposizione.

Per quanto riguarda il fenomeno di persone con permesso B che sono a carico della pubblica assistenza, il Municipio di Gordola attesta che al 31.12.2014 ve ne erano 5 residenti a Gordola. Senza troppi giri di parole la constatazione da fare è che non ce ne dovrebbe essere nemmeno uno. D’altra parte, il Consiglio federale ad inizio 2014 ha proposto una modifica della Legge sugli stranieri volta ad eliminare il diritto a prestazioni assistenziali per cittadini UE/AELS venuti in Svizzera per cercare lavoro, così come ai loro famigliari. Di più, in una recente sentenza resa pubblica ad inizio febbraio 2015, il Tribunale federale, statuendo sul caso di un cittadino germanico in assistenza dal 2010 (in precedenza attivo professionalmente in Svizzera dal 2006 e poi in disoccupazione dal 2008), ha stabilito che la libera circolazione non è un principio assoluto, nel senso che i cittadini UE non hanno diritto a rimanere nel nostro Paese illimitatamente se non esercitano un’attività lucrativa.
L’auspicio è che l’autorità comunale si adoperi al massimo presso le autorità cantonali preposte affinché il permesso B venga revocato o non rinnovato. Ciò deve essere fatto al più presto, visto i tempi lunghi concessi dalle varie istanze di ricorso…

In conclusione: i Comuni devono adoperarsi per aiutare i propri cittadini nel bisogno e in questo senso è auspicabile ripensare lo sportello sociale comunale, in modo da aiutare in maniera rapida e mirata la popolazione locale in stato d’indigenza,  d’altra parte va applicato con rigore l’obbligo di denunciare ogni abuso del nostro sistema sociale.

Cosimo Lupi, Consigliere comunale PLR Gordola

 

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