Clima, ceto medio ed incentivi

Negli ultimi mesi il tema dominante, sia nell’attualità politica sia nei media, è stato il clima, o meglio i cambiamenti climatici. L’aumentata sensibilità ai temi ambientali ed energetici è però qualcosa che deve andare al di là delle campagne elettorali e delle manifestazioni nelle piazze: ben venga una certa esposizione mediatica che possa spronare la politica ad agire. Resto pur sempre convinto che un approccio liberale sia necessario anche per questa sfida: credo che, ad esempio, l’attuale revisione totale della legge sul CO2 contenga degli aspetti che vanno troppo in là. Sono contrario a delle tasse sui biglietti aerei e sull’aviazione privata che, con un beneficio ancora tutto da dimostrare, sono un intervento dello Stato contro la libertà individuale.

Digitalizzazione: cogliamo le opportunità!

Il 65% dei bambini che oggigiorno cominciano la scuola dell’obbligo faranno un mestiere che ora non esiste. Sarà davvero il 65% di loro? O magari il 50% oppure il 75%? Non possiamo dirlo con certezza. Quello che invece è fondamentale per il nostro avvenire è la consapevolezza di sfruttare le potenzialità della digitalizzazione. Quando ho ottenuto la maturità nel 2007, ad esempio, professioni come il digital marketing manager oppure una criptovaluta non sapevamo proprio cosa fossero.

Nuove prospettive verso Nord

Il cantone Ticino ha recentemente aderito all’organizzazione di marketing territoriale della piazza economica di Zurigo Greater Zurich Area (GZA). Il Ticino ha così la concreta possibilità, grazie a questa mano tesa verso Nord, di perseguire un rafforzamento sostenibile della propria competitività territoriale, della diversificazione e della capacità innovativa della sua economia. Basti pensare che questa affiliazione, in un’area che ora si estende da Chiasso a Sciaffusa, apre le porte anche ad una partecipazione allo Switzerland Innovation Park Zurich, progetto cardine dell’innovazione svizzera che verrà realizzato a Dübendorf.

Con lo sguardo verso nord

Un Cantone Ticino connesso economicamente e socialmente con l’esterno, in particolare con l’aera metropolitana di Zurigo e col resto della Svizzera: uno degli obiettivi che più mi sta a cuore. Questo perché sono convinto che lo sviluppo del Ticino, pur non tralasciando l’Italia, deve essere legato a doppio filo con il resto della Svizzera, dove vengono attirate aziende ad alto valore aggiunto.

Elezioni cantonali 2019

Andiamo subito al punto: ho deciso di mettermi in gioco per le elezioni cantonali 2019 candidandomi al Gran Consiglio per il Partito Liberale Radicale perché penso sia importante potersi mettere in gioco concretamente e dare qualcosa alla comunità nella quale si vive.

Ritengo importante il dialogo continuo tra istituzioni e cittadini, anche da questo passa la solidità dell’apparato politico e amministrativo. Sono particolarmente sensibile ai temi della sicurezza, intesa come presupposto imprescindibile per il benessere della popolazione ed il relativo sviluppo. L’accento va posto anche sull’occupazione e la formazione favorendo, il più possibile, i giovani del posto per gli apprendistati e gli adulti per i posti di lavoro, questo sia per dare una giusta stabilità economica alla popolazione locale ma anche per arricchire socialmente l’operato delle aziende.

Sono un convinto sostenitore del sistema svizzero di milizia: ho potuto sperimentare di persona il valore aggiunto dell’esperienza civile portata nella carriera militare e viceversa. Milizia non significa però solo militare: l’impegno di tantissime persone in politica, dal Comune su su fino al Parlamento federale, la passione messa in associazioni, club sportivi, commissioni, enti regionali e così via sono il fondamento di una Svizzera che, anche grazie a queste persone, senza falsa modestia può considerarsi un modello di successo.

Gli argomenti che più mi stanno a cuore e per i quali voglio lavorare qualora eletto in Gran Consiglio sono i seguenti:

  • Sicurezza credibile ed efficace con forze dell’ordine moderne
  • Promuovimento dell’imprenditorialità giovanile e delle riqualifiche professionali
  • Assistenza sociale erogata in modo mirato e orientato al reinserimento nella società
  • Un Cantone Ticino connesso economicamente e socialmente con l’esterno, in particolare con l’aera metropolitana di Zurigo e col resto della Svizzera
  • Uno Stato snello: meno burocrazia e soluzioni orientate al futuro, ad esempio “sunset legislation” ed amministrazione digitale

Per qualsiasi domanda o suggerimento sono a vostra disposizione: contattatemi! Grazie sin d’ora per il vostro sostegno.

LISTA 5 – Candidato n° 54 per il Gran Consiglio

Interpellanza – Microimprenditorialità nel Comune di Gordola

Onorevole Sig. Sindaco,
Onorevoli Sig. Municipali,

con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla Legge (art. 66 cpv 2 e 3 LOC) e dal
Regolamento comunale ci permettiamo di interpellare il Municipio in merito a quanto segue.

Oggi siamo purtroppo confrontati con la chiusura di varie imprese/attività/sportelli, l’aumento del
frontalierato e il dumping salariale, licenziamenti parziali o in massa e carenza di posti di lavoro per i neodiplomati.

Siamo confrontati con un periodo di “crisi generale”; le problematiche, oltre che avere delle
conseguenze a livello puramente economico, hanno ripercussioni anche più significative a livello
comunitario, inteso come benessere sociale della popolazione. La paura e la preoccupazione
scaturite dalla precarietà della propria situazione economica sono sempre più tangibili, soprattutto per la fascia più giovane della popolazione.

Cosimo Lupi - Consigliere comunale Gordola

Microimprenditorialità e occupazione

La legislatura che sta per concludersi è stata caratterizzata anche dal tema del lavoro e del frontalierato: praticamente ogni giorno veniamo informati sul numero di frontalieri attivi nel Cantone, sulle difficoltà di tante piccole medie imprese e sul numero dei cosiddetti “padroncini” e lavoratori distaccati italiani che prestano la loro opera in Ticino.
Recentemente l’Ufficio federale di statistica ha diramato i dati relativi all’occupazione in Svizzera per il 2015 : su base annua i lavoratori svizzeri diminuiscono dello 0,2% a 3,470 milioni. Tutt’altra evoluzione viene evidenziata dagli occupati stranieri, che sono aumentati del 2,3%, salendo a quota 1,535 milioni. Fra questi ultimi la progressione più elevata è stata quella dei frontalieri (+3,8% a 302’000). È quindi evidente che l’evoluzione dell’occupazione, soprattutto nella nostra regione che si trova proprio alla frontiera, sia motivo di preoccupazione sia per la popolazione che per l’autorità.